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Studio sulla raccolta differanziata rifiuti

Progetto Recupero
La prevenzione dei rifiuti è il tema su cui occorre investire nei prossimi anni. Ruolo della Regione sarà di sperimentare forme nuove ed interessanti, capaci di incidere in maniera significativa sulla quantità di rifiuti che produciamo. Almeno il 10 per cento in meno entro il 2012, pari a 200mila tonnellate, è l'obiettivo che ci poniamo con il piano dei rifiuti che stiamo elaborando. Per la raccolta differenziata, che preferisco definire come recupero di materia per la caratteristica di risorsa che dobbiamo attribuire ai rifiuti riciclabili, prendiamo atto e facciamo nostri gli obiettivi fissati dal D.lgs. 152/2006 e dalla Finanziaria dello Stato 2007.
Per questo la Regione Piemonte ha avviato uno studio permanente, denominato "Progetto Recupero" per verificare che tutti i rifiuti delle raccolte differenziate siano effettivamente recuperati.
Dal 1999 ad oggi la raccolta differenziata dei rifiuti in Piemonte è aumentata passando dal 14,8% al 37,2%, tuttavia c'è ancora scetticismo riguardo l'effettivo recupero del materiale raccolto in maniera differenziata.
In queste pagine sono pubblicati i dati che smentiscono l'opinione diffusa secondo cui "i rifiuti della raccolta differenziata sono rimessi insieme e inviati in discarica", evidenziando invece come i rifiuti sono stati trasformati in preziose risorse.
Il metodo di indagine adottato (analisi dei MUD - modello unico di dichiarazione ambientale) prende in considerazione i dati solo dopo l'effettuazione delle operazioni di recupero, così da avere informazioni certe e validate.
Per questo motivo, i risultati esposti in queste pagine sono relativi ai rifiuti raccolti differenziatamente in Piemonte nel 2004. Sono inoltre esclusi i rifiuti assimilati agli urbani non gestiti dal servizio pubblico.
Progetto recupero è uno studio permanente, i dati saranno aggiornati annualmente.
La raccolta differenziata e l'effettivo recupero dei materiali creano posti di lavoro e vantaggi per l'ambiente in cui viviamo.
Gli ottimi risultati finora raggiunti sono ulteriormente migliorabili incrementando la raccolta dei rifiuti recuperabili ancora presenti nei rifiuti indifferenziati e aumentando la consapevolezza dei cittadini sull'importanza del proprio ruolo.
Questa iniziativa vuole rispondere alla necessità dei cittadini di informazione e trasparenza: principi fondamentali che hanno ispirato lo studio e la successiva campagna di comunicazione.

Nicola de Ruggiero
Assessore all'Ambiente della Regione Piemonte

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La Regione Piemonte ha avviato uno studio permanente, denominato “Progetto Recupero” per verificare che tutti i rifiuti delle raccolte differenziate siano effettivamente recuperati.
Dal 1999 ad oggi la raccolta differenziata dei rifiuti in Piemonte è aumentata passando dal 14,8% al 37,2%, tuttavia c’è ancora scetticismo riguardo l’effettivo recupero del materiale raccolto in maniera differenziata.
In queste pagine sono pubblicati i dati che smentiscono l’opinione diffusa secondo cui “i rifiuti della raccolta differenziata sono rimessi insieme e inviati in discarica”, evidenziando invece come i rifiuti sono stati trasformati in preziose risorse.

Il metodo di indagine adottato (analisi dei MUD – modello unico di dichiarazione ambientale) prende in considerazione i dati solo dopo l’effettuazione delle operazioni di recupero, così da avere informazioni certe e validate.
Per questo motivo, i risultati esposti in queste pagine sono relativi ai rifiuti raccolti differenziatamente in Piemonte nel 2004. Sono inoltre esclusi i rifiuti assimilati agli urbani non gestiti dal servizio pubblico.

Progetto recupero è uno studio permanente, i dati saranno aggiornati annualmente.


La raccolta differenziata e l’effettivo recupero dei materiali creano posti di lavoro e vantaggi per l'ambiente in cui viviamo.
Gli ottimi risultati finora raggiunti sono ulteriormente migliorabili incrementando la raccolta dei rifiuti recuperabili ancora presenti nei rifiuti indifferenziati e aumentando la consapevolezza dei cittadini sull’importanza del proprio ruolo.
Questa iniziativa vuole rispondere alla necessità dei cittadini di informazione e trasparenza: principi fondamentali che hanno ispirato lo studio e la successiva campagna di comunicazione.

LA CARTA RACCOLTA IN PIEMONTE: quale strada per il suo recupero?

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Il rifiuto cartaceo raccolto nel 2004, dopo pulizia nelle piattaforme di selezione, è stato destinato per il 99% a cartiere, per lo 0,99% a impianti di compostaggio e per lo 0,01% ai termovalorizzatori.
Le cartiere usano la carta da macero in percentuale variabile dal 100% al 25%, mescolandola eventualmente con materie prime per produrre beni con le caratteristiche richieste dal mercato.

IL VETRO RACCOLTO IN PIEMONTE: quale strada per il suo recupero?

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Il rifiuto vetroso raccolto nel 2004 è stato destinato al 100% alle vetrerie per la produzione di vetro cavo (bottiglie verdi e marroni). I materiali estranei, derivati dalla fase di pulizia presso i centri di selezione, sono circa il 10-15% del rifiuto raccolto e oltre la metà è ancora recuperato.

IL LEGNO RACCOLTO IN PIEMONTE: quale strada per il suo recupero?

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Il rifiuto legnoso raccolto nel 2004, dopo la pulizia nelle piattaforme di selezione, è stato destinato per il 93% ad aziende che producono pannelli in truciolato compresso e per il 7% ad impianti di compostaggio per essere utilizzato nel processo di produzione di ammendante compostato.

IL METALLO RACCOLTO IN PIEMONTE: quale strada per il suo recupero?

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Il rottame metallico raccolto nel 2004, dopo essere stato selezionato nelle piattaforme e sottoposto a triturazione, è stato destinato alle acciaierie/fonderie per la rifusione e la produzione di lingotti destinati alla realizzazione di nuovi beni.
Oltre al risparmio di materie prime si ottiene così anche un notevole risparmio di energia (95% per l’alluminio e 50% per l’acciaio).


LA PLASTICA RACCOLTA IN PIEMONTE: quale strada per il suo recupero?

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I rifiuti plastici raccolti nel 2004 sono stati conferiti presso centri di selezione che eliminano le frazioni estranee e selezionano i diversi polimeri (PET azzurro, bianco, misto; HDPE; LDPE, cassette).
I rifiuti plastici, così valorizzati, vengono avviati alle aziende specializzate nel trattamento del polimero per essere macinati in scaglie o granuli, che saranno utilizzati dai produttori di beni in plastica in sostituzione di polimeri vergini.
La parte di rifiuto plastico non idonea al riciclo è destinata al recupero energetico.


L'ORGANICO RACCOLTO IN PIEMONTE: quale strada per il suo recupero?

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La frazione organica raccolta nel 2004, è stata consegnata agli impianti di compostaggio per la produzione di ammendante compostato, con una resa di circa il 33%.
Il compost prodotto - circa 30.000 ton nel 2004 - è usato per l’agricoltura a pieno campo (54%), per il florivivaismo (37%) e per il recupero di aree verdi (8%).
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Per ulteriori informazioni visitate i sitI della Regione Piemonte ai link sottoriportati


 
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