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Dieci articoli

 

Chiudere il Cerchio
Targa stradale divieto abbandono rifiuti anno 1763

Negli ultimi decenni - nel corso del quale il problema ha assunto spesso le caratteristiche dell'emergenza - il ciclo dei rifiuti ha significato la sottrazione di materie prime da trasformare in beni di consumo dall'uso sempre più breve: cellulosa per produrre carta, bauxite per produrre alluminio (le lattine), sabbia silicea per il vetro, petrolio per la plastica con una fine: il piu' delle volte la discarica, senza alcuna possibilità di recupero.

La raccolta differenziata consente di riutilizzare le materie prime, di dare nuova vita ai beni di consumo, almeno per i materiali come carta, vetro, metalli e plastica.

Tuttavia il 30% circa dei nostri rifiuti è composto da scarti alimentari e verdi ricchi di sostanze organiche provenienti dal suolo: è fondamentale restituire quegli elementi sottratti per la crescita delle piante se vogliamo mantenere la fertilità delle aree verdi.

Abbandonare i rifiuti organici in discarica crea impatti ambientali negativi (inquinamento delle falde, produzioni di biogas), e il problema è stato nel tempo affrontato in modo diverso. Nella Roma del '700 venivano murate le targhe di cui vediamo accanto al titolo un esempio molto significativo, dove venivano minacciate multe pecuniarie, pene corporali ed anche la carcerazione ai contravventori.

Ma lo studio attento di quelle targhe ci porta a interpretazioni successive: si passa infatti a promettere un terzo dell'importo della contravvenzione a quel cittadino che, anche in forma anonima, avesse segnalato al 'Monsignor Presidente delle Strade' il responsabile dell'abbandono dei rifiuti.

Piu' avanti nel tempo, le targhe indicavano poi i luoghi deputati alla raccolta delle 'monnezze', quindi alla gente veniva data l'indicazione di un luogo dove 'fare il mondezzaro' , dove l'Autorità avrebbe poi provveduto a fare pulizia: proprio qui ha inizio la lunga storia della 'battaglia dei rifiuti'.

Ma tornando ai tempi nostri ed ai rifiuti organici, è ancora possibile fare un grosso passo in avanti per diminuire drasticamente la quantità di scarti di cucina e sfalci di giardinaggio da portare in discarica: IL COMPOSTAGGIO DOMESTICO.

Chi ha la fortuna di avere una casa con un piccolo giardino può  'CHIUDERE IL CERCHIO', destinando al composter questi tipi di rifiuto, riproducendo in piccolo ciò che avviene in natura.

Per questo il Comune, in collaborazione con CO.S.R.AB. sta cercando i finanziamenti per questo progetto che si basa sulla distribuzione capillare dei composter nelle famiglie, secondo questo meccanismo:
- l'amministrazione affida il composter al cittadino, dietro corresponsione di un contributo che verra' poi restituito quando il cittadino decidesse di rinunciare al composter;
- il cittadino potrà chiedere, in sede di introduzione della nuova tariffa rifiuti (ma questo argomento lo affronteremo in un prossimo incontro) una sostanziale riduzione, proprio perchè potrà dichiarare di utilizzare il composter;
- l'amministrazione metterà  in atto una campagna di sensibilizzazione sulle problematiche legate all'uso del composter.
I vantaggi sono notevoli e si riassumono così:
- minor quantità di rifiuti conferiti alla discarica, con contenimento dei costi della bolletta;
- minor numero di autocarri in circolazione sulle strade, contenendo così anche l'inquinamento atmosferico;
- utilizzo del compost per giardinaggio e orticoltura.

Da queste pagine comunicheremo le informazioni sull'andamento del progetto.

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